Mai arrendersi, mai mollare
Ridurre gli sprechi alimentari in modo significativo e misurabile: è l’obiettivo del piano d’azione contro lo spreco alimentare. Il bilancio intermedio mostra che la Svizzera non ha ancora raggiunto l’obiettivo di attuazione del piano d’azione. Alex Stähli e Claudio Beretta fanno chiarezza.
L’8 aprile 2022 il Consiglio federale ha adottato il piano d’azione contro lo spreco alimentare. L’obiettivo è dimezzare entro il 2030 gli sprechi alimentari rispetto al 2017. All’inizio di maggio di quest’anno, il Consiglio federale ha approvato il rapporto intermedio redatto secondo i piani. Da questo rapporto emerge che la strada da percorrere per raggiungere l’obiettivo è ancora molto lunga. Infatti, anziché del 25 percento previsto, le perdite alimentari entro il 2025 sono diminuite solo del 5 percento.
Ora la politica potrebbe accelerare e amplificare i cambiamenti positivi.
Nessuna sorpresa
Alex Stähli, direttore di Tavolino Magico, non è sorpreso. «L’obiettivo di dimezzamento è stato ambizioso fin dall’inizio», dice. «Come spesso accade nei progetti, nella fase iniziale si spreca molto tempo, che poi manca nella fase finale. Lo stesso vale nel nostro caso: il segnale di partenza in Svizzera è stato dato un po’ tardi, e le cause e le soluzioni richiedono molto tempo e impegno. Il problema è enormemente complesso.» Perché il tema degli sprechi alimentari va ben oltre il semplice non buttare via del cibo inutilizzato, ma riguarda anche le sovrapproduzioni in natura, le fluttuazioni della domanda a seconda del meteo, l’ottimizzazione dei processi e la gestione dei cosiddetti flussi secondari. Si tratta di «sottoprodotti» della produzione alimentare che, in realtà, sarebbero utilizzabili, ma per i quali non esiste un mercato. Alex Stähli cita il siero di latte come esempio. Ogni anno, secondo Agroscope, dalla produzione di formaggio si ottengono circa 1,3 milioni di tonnellate di siero di latte. Di questo, solo un quarto viene trasformato in alimenti. «Nessuno sa davvero cosa fare della quantità restante», dice Alex Stähli. «Non possiamo certo costringere le persone a bere mezzo litro di siero di latte prima di ogni caffè. Anche per queste problematiche servono nuove soluzioni creative.»
Sviluppi positivi
Tuttavia, Alex Stähli vede anche spiragli di luce. «Il settore gastronomico ha dimostrato di saper affrontare le sfide legate allo spreco alimentare», dice. Con il programma «Food Save Management», gestito dall’associazione United Against Waste, si possono ottenere risultati significativi con mezzi semplici, con un impatto finanziario positivo. «È una storia di successo e spero che continui a diffondersi nel settore gastronomico», precisa Alex Stähli. Anche il commercio al dettaglio si è dimostrato diligente. In questo settore, il piano d’azione ha avviato ulteriori misure, tra cui la possibilità di congelare la carne fresca prima della scadenza per aumentarne la durata. Per il produttore è positivo che sempre più prodotti siano contrassegnati con un termine minimo di conservazione anziché con una data di scadenza. È interessante vedere come gli sforzi profusi nell’ambito del piano d’azione influenzino Tavolino Magico. «Da un lato, osserviamo una diminuzione delle quantità da parte dei donatori esistenti provenienti da agricoltura, produzione e commercio», afferma Alex Stähli. «Allo stesso tempo, ci vengono offerte più derrate alimentari da altre fonti.»
Uno sguardo oltre le cifre
Anche Claudio Beretta, sotto la cui guida è stata elaborata la base di analisi per il rapporto intermedio, non si dice sorpreso dai risultati. Per l’esperto in scienze ambientali del Politecnico di Zurigo, che ora dirige il progetto di monitoraggio degli sprechi alimentari presso la Scuola universitaria professionale di Zurigo ZHAW, è bene guardare oltre le percentuali: «Il cinque percento salvato corrisponde a oltre 100’000 tonnellate: un numero davvero considerevole», sostiene. «Questa cifra mostra che, nei settori in cui si è affrontato il problema, si sono ottenuti risultati.» Claudio Beretta ammette tuttavia che le cifre vanno prese con cautela. «La disponibilità dei dati non è ovunque così buona come nel commercio al dettaglio», afferma. Molti calcoli si basano ancora su dati preesistenti, proiezioni e stime. Pertanto, Claudio Beretta ritiene importante che la Confederazione voglia ampliare il monitoraggio e migliorare le basi dati nella seconda fase del progetto. Non riesce a capacitarsi che la Confederazione esiti ancora ad adottare ulteriori misure. «Ora la politica potrebbe accelerare e amplificare i cambiamenti positivi», afferma l’esperto di scienze ambientali, che non comprende perché la Confederazione, nonostante la correzione di rotta impressa, si affidi ancora alla responsabilità e all’iniziativa individuali di imprese e associazioni. Infatti, il rapporto della ZHAW mostra diverse possibilità per rafforzare l’attuale dinamica, ad esempio attraverso incentivi per consulenze, finanziamenti iniziali o obiettivi di riduzione vincolanti per le grandi imprese.
Tutte le figure coinvolte hanno scelto uno dei cinque temi centrali per le loro azioni: acquisti, conservazione, scadenza delle derrate alimentari, cucina creativa, mangiare con piacere.
Attivare la popolazione
Per questa ragione, la Confederazione punta alla sensibilizzazione delle famiglie. «Le consumatrici e i consumatori sono un gruppo chiave per evitare lo spreco alimentare», afferma inoltre Claudio Beretta. La sfida è il cosiddetto behaviour-action-gap: le parti della popolazione consapevoli e interessate all’argomento devono anche essere spinte ad agire. Una prima espressione degli sforzi del Consiglio federale è la Settimana nazionale contro lo spreco alimentare, sostenuta dalla Confederazione, che si è svolta di recente per la prima volta. «Per questo progetto pilota, abbiamo ripreso il modello della Food Waste Free Week olandese, che ha riscosso grande successo», afferma Markus Hurschler, direttore dell’associazione United Against Waste, che ha coordinato le attività della settimana. «Tutte le figure coinvolte hanno scelto uno dei cinque temi centrali per le loro azioni: acquisti, conservazione, scadenza delle derrate alimentari, cucina creativa, mangiare con piacere», ha detto Markus Hurschler. «Hanno avuto la libertà di trattare questi temi centrali come ritenevano opportuno.» La Settimana nazionale contro lo spreco alimentare, che quest’anno ha già raccolto l’adesione di oltre 40 personalità, si terrà ogni anno, contribuendo così a mantenere alta l’attenzione su questa importante tematica. «La settimana è stata, nel complesso, solo una goccia nell’oceano», afferma Alex Stähli. «La Confederazione deve ora promuovere la sensibilizzazione della popolazione in modo complementare e completo.»
Avanti, sempre avanti
Alex Stähli e Claudio Beretta dubitano che gli obiettivi del piano d’azione possano essere raggiunti entro il termine previsto. Le dichiarazioni ufficiali secondo cui «le misure finora adottate hanno bisogno di più tempo per sprigionare pienamente i loro effetti» non li convincono del tutto. Questo può essere vero per misure individuali come il congelamento della carne fresca, afferma Claudio Beretta, «ma il 20 percento mancante non si può spiegare in questo modo.» Alex Stähli è ancora più esplicito: «Chi pensa che il seme sia stato piantato e si debba solo aspettare che cresca una piantina si sbaglia di grosso.» Lo spreco alimentare richiede un ripensamento da parte dell’intera società. «Bisogna rimanere sul pezzo, suddividere il grande problema in campi d’azione gestibili e affrontarli con coerenza.» Tuttavia, nessuno dei due è disposto a gettare la spugna. «Arrendersi non è mai un’opzione», dichiara Claudio Beretta con determinazione. Alex Stähli aggiunge: «Tavolino Magico si occupa e continua a occuparsi del tema, siamo presenti e aperti a progetti pilota e a nuovi approcci.»
Tavolino Magico continua con determinazione il suo impegno nel recupero delle derrate alimentari.