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Data:
07.10.2026

Chilometri che diventano solidarietà

Tavolino Magico potenzia la logistica a Cadenazzo: più camion, più raccolte, più distribuzioni e, dall’autunno, il primo mezzo elettrico della flotta.

Sono le 13 di un afoso lunedì di agosto. Anche il quinto carrello è sul camion. Le porte si chiudono, il motore si accende: destinazione Biasca. Alla guida di Chicco II c’è Ciro Barlese, 50 anni, da gennaio nuovo responsabile della logistica della piattaforma di Cadenazzo di Tavolino Magico. Quando può lascia per qualche ora l’ufficio e si mette al volante. È un modo per conoscere da vicino quello che succede lungo la filiera: la raccolta del cibo, il trasporto, la distribuzione e, soprattutto, i volontari che rendono possibile tutto questo. Chicco II è l’ultimo arrivato. Un camion refrigerato di nuova generazione, con più capacità di carico e un sistema a emissioni zero. Grazie a due donatori (Augmentum e Metis Fondazione Sergio Mantegazza), quest’anno Tavolino Magico ha due nuovi mezzi, Chicco II e Sergio II. Il primo ha sostituito Chicco I, ormai arrivato a fine vita. Con loro, i veicoli della flotta sono sei (più un furgone). Può sembrare solo un numero, ma nella logistica di Tavolino Magico significa molto di più: «Avere una flotta più grande ci permette di aumentare l’efficienza dei trasporti e la capacità di ritiro e distribuzione di cibo in tutta la Svizzera italiana», spiega Ciro Barlese, mentre imbocchiamo l’autostrada. «Possiamo pianificare meglio i tour, essere più flessibili e continuare a lavorare anche quando un mezzo è fermo per manutenzione». Poi arriva il dato che racconta l'utilità di un camion come Chicco II: «Ci permette di ritirare fino a 800 chili di merce in più al giorno, coprendo il territorio in modo più capillare». A Bellinzona e nell’Alto Ticino significa, per esempio, poter aggiungere almeno due zone di ritiro quotidiane. Non solo: «In alcuni centri di distribuzione è aumentato il numero di beneficiari. Ora possiamo inviare più merce senza dover togliere un veicolo a un giro di raccolta».

Visita al nuovo centro di distribuzione Biasca 2

La prima dimostrazione arriva a Biasca. Siamo all’ex stabile dei Pompieri, poco distante dalla stazione. Da maggio Tavolino Magico ha raddoppiato qui i giorni di distribuzione: al tradizionale venerdì si è aggiunto il lunedì. Ogni settimana vengono distribuite circa 1,2 tonnellate di cibo a oltre 290 persone in difficoltà, alcune provenienti anche dalle valli Leventina e Blenio. Sul camion abbiamo 450 chili di merce. Ad aspettarci sedici volontari. Due si avvicinano subito per aiutare a scaricare i carrelli. In pochi minuti le casse passano dal camion ai tavoli e il grande spazio si riempie di movimento. C’è Enea Solari, da oltre dieci anni volontario a Tavolino Magico. Ha iniziato a Grono e oggi è vice responsabile di Biasca 2 aperto da metà anno. «Coi miei compagni condivido una convinta e necessaria responsabilità, che viene ricambiata dai beneficiari con sguardi di gratitudine». A coordinare il gruppo c’è Emanuela Laffranchi-Chiesi. Controlla che tutto sia pronto, dà indicazioni. «Sono felice di dare una mano perché credo in un mondo dove il cibo si condivide e non si spreca». Quando è il momento di ripartire, i 5 carrelli sono vuoti. I 450 chili hanno trovato la loro destinazione. Fuori dal centro, intanto, c’è già qualche beneficiario che sta arrivando.

Non pensavo che in Ticino ci fosse tanta povertà, per tante famiglie un salario non basta.

Ciro Barlese, responsabile della logistica a Cadenazzo

«Volevo fare parte del progetto»

Ma la giornata di Chicco II non è finita. Alle 14.30 siamo alla Coop di Biasca, dove ritiriamo merce in esubero. Poi si riparte verso Castione, per la centrale Coop: le casse sono già state selezionate dal nostro team ‘refre’ del mattino e aspettano di essere caricate. Di tappa in tappa, i cinque pallet tornano a riempirsi. Ciro Barlese osserva il carico soddisfatto. Dopo 25 anni nel settore food della logistica, a gennaio ha scelto di cambiare strada. «Volevo fare la differenza, mettere a disposizione le mie competenze per una giusta causa». A convincerlo che Tavolino Magico fosse il posto giusto è stata una giornata di volontariato al Centro di distribuzione Spazio Aperto di Bellinzona. «Non pensavo che in Ticino ci fosse tanta povertà, per tante famiglie un salario non basta. Avendo un figlio di 2 anni mi ha commosso. Ho capito che volevo fare parte del progetto». La lunga esperienza traspare da come si muove, preciso tra pallet, casse e temperature. «Sono molto pignolo», ammette sorridendo. Da quando è arrivato ha implementato nuovi processi per garantire la catena del freddo, soprattutto d’estate, quando ogni grado fa la differenza. Intanto i chilometri scorrono. Si parla di logistica, di persone, di bisogni. Restano ancora due tappe: Denner e Lidl a Sant’Antonino. Poi il rientro a Cadenazzo. Quando Chicco II arriva sulla pesa, il display si ferma a 450 chili. È questa la misura più concreta di cosa può fare un veicolo in più: non soltanto percorrere chilometri, ma permettere a quei chilometri di trasformarsi in più cibo recuperato, più distribuzioni e più solidarietà.

La svolta elettrica

Dopo Sergio II e Chicco II, per Tavolino Magico arriverà anche la svolta ecologica. In autunno entrerà in servizio il primo mezzo elettrico della flotta nazionale. Ciro Barlese è sulle spine: «Anche Tavolino Magico guarda al futuro e all’ambiente. Ci siamo prefissati l’obiettivo di trasformare progressivamente tutta la flotta da motori termici a elettrici, e noi siamo i primi». Sarà un pulmino, un Kia PV5 Passenger, destinato a portare il team ‹refre› alla centrale Coop di Castione, dove viene effettuato il triage della merce in esubero proveniente da tutte le filiali. Da gennaio a luglio, qui sono state salvate 124 tonnellate di cibo. Prima di mettere il mezzo su strada, però, bisognerà installare la colonnina di ricarica e formare il personale. «Sarà importante, perché sarà totalmente elettrico», precisa. «Dovremo capire cosa implica la manutenzione e tenere sotto controllo le batterie». C’è un po’ di ansia, ammette, perché tutto è nuovo. Ma si è ben consapevoli che questi passi sono necessari. La strada da seguire è chiara: maggiore capacità di recupero nel salvataggio degli alimenti, minori emissioni e nuovi punti di raccolta. Una sfida su quattro ruote, sia su piccola che su grande scala.